Con l’8 marzo ritorna la Giornata Internazionale della Donna, comunemente definita Festa della Donna, con cui si intendono ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze che ancora subiscono in diverse parti del mondo. Negli Stati Uniti, e anche nel mondo, la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909. Falsa invece la tesi secondo la quale l’8 marzo ricorderebbe la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton, a New York.

Perché l’8 marzo? - A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 (ma il 23 febbraio secondo il calendario giuliano), in piena Prima Guerra Mondiale le donne guidarono una grande manifestazione con cui veniva chiesta la fine delle operazioni belliche. L’evento segnò l’inizio del processo che portò al crollo del regime zarista, la cosiddetta “Rivoluzione russa di febbraio”, da non confondere con la successiva (e bolscevica) “Rivoluzione d’ottobre”. Nel 1921 a Mosca la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste decise che l'8 marzo sarebbe stata d’ora in poi la "Giornata internazionale dell'operaia". Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale la ricorrenza ha assunto valori politici differenti tra di loro, sempre comunque di sinistra. Ultimamenti è meno politicizzata e, secondo alcune voci critiche, è diventata, in parte, un evento commerciale.

Perché la mimosa? - Nel settembre del 1944 si costituì a Roma l’Udi, Unione Donne Italiane, per iniziativa di donne appartenenti al Pci, al Psi, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro. Si deve all’Udi l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'Onu una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Rita Montagnana e di Teresa Mattei. La ricorrenza da allora viene celebrata in questa forma.


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