Niente sigarette nei parchi pubblici algheresi
Alghero - Il Comune di Alghero come New York. Il sindaco Marco Tedde ha firmato un’ordinanza che integra un regolamento comunale del luglio 2009 su ambiente urbano e vivibilità. Le nuove disposizioni introducono il divieto di fumare nei giardini e nei parchi pubblici. Ma non in senso assoluto. Applicando regole di buon senso semplicemente chi vuole continuare a rovinarsi bronchi e polmoni può farlo in determinate aree da individuare con appositi provvedimenti. Per tutti quei cittadini – la stragrande maggioranza della popolazione – che non hanno mai voluto rovinarsi le vie respiratorie con il tabacco e la nicotina d’ora in poi ci sarà la possibilità di respirare aria più pulita almeno all’interno dei parchi comunali.«Fumare reca pregiudizio in via prioritaria alla salute di bambini ed anziani, maggiori frequentatori dei parchi ed è causa di sporcizia per la quantità di resti di sigari e sigarette che restano sul suolo», dicono al Comune di Alghero. Gli uffici della città catalano continuano: «All'esercizio del fumo fa fronte l'insindacabile e prioritario diritto dei fruitori dei parchi e dei giardini di poter liberamente godere di un ambiente salubre e pulito, non disseminato di residui, peraltro non facilmente smaltibili, di sigari e sigarette». Che in una città che vive di turismo non costituiscono un bel biglietto da visita.
C’è poi il fattore emulazione. Il fumo è un «esempio deteriore che rappresenta per i giovani frequentatori dei parchi pubblici (generazionalmente dotati di spirito di emulazione) la visione di adulti intenti a fumare», sottolinea Tedde. Si dice ancora oggi che si inizia a fumare in giovanissima età per apparire più grandi. Una tesi che evidentemente è ancora valida, ma che si scontra con la consapevolezza, confermata da dati allarmanti forniti da medici e specialisti, che il tabacco sia sinonimo di morte e tumori. Altro discorso è invece quello legato alla libertà di fare della propria vita quello che si vuole. Ma sempre nel rispetto del prossimo.L’esempio di New York – Nella metropoli americana già nel 2002 il sindaco Michael Bloomberg introdusse il contestato “Smoking ban”, con cui si vietava, senza alcuna deroga, di fumare nei locali aperti al pubblico come bar, ristoranti e uffici. È di qualche mese fa il piano dell’Health Department della Grande Mela, guidato dal commissario Thomas Farley, con cui si punta a vietare il fumo nei parchi come Central Park e nelle spiagge. Il piano comprendeva limitazioni più ampie ma l’imminenza delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale e dello stesso sindaco suggerirono maggiore prudenza. Ma il sindaco Bloomberg, rieletto per un terzo mandato, proprio in questi giorni ne ha pensato un’altra: la “soda tax”, ovvero sugli zuccheri contenuti nelle bibite come Coca-Cola e Pepsi, 12 centesimi in più a lattina, per raccogliere un miliardo di dollari da usare per sanità e scuola ma anche per combattere l’obesità tanto diffusa negli Stati Uniti. Contrari, ovviamente, i produttori di bibite dell’American Beverage Association.










