Un’unica azienda ospedaliera a Sassari
Sassari - “Verso una sanità d’eccellenza” è stato il tema del convegno-dibattito promosso per lunedì pomeriggio dal vicepresidente del consiglio provinciale di Sassari, Giannetto Satta, e dal consigliere comunale di Sassari, Giovanni Fadda, professore presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Parma, e dai rispettivi gruppi consiliari del Pdl. Ma è stata anche l’occasione per fare il punto sui rapporti con la Giunta regionale. Era infatti presente l’assessore alla Sanità Antonello Liori, l’ospite più atteso. Che non ha comunque portato novità rilevanti alla folta platea che ha riempito all’inverosimile la sala conferenze del comando dei Vigili Urbani in via Carlo Felice. La curiosità del pubblico era soprattutto rivolta a Nanni Campus, invitato in quanto componente della Commissione Sanità del Consiglio regionale. Ma il suo è stato un intervento da tecnico del settore (è ordinario di Chirurgia Plastica nella Facoltà di Medicina di Sassari) più che da politico. Come del resto anche le relazioni di Paolo Manca, commissario straordinario della Asl n° 1, e di Gianni Cavalieri, commissario dell’Azienda Mistra ospedaliero-universitaria. Tanti i volti conosciuti in platea, non solo del Pdl, con deputati, consiglieri regionali e comunali, ma anche del centrosinistra, tra cui il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, responsabile del 118 della Asl sassarese.L’assessore Liori era ieri a Sassari in realtà più per ascoltare che per comunicare decisioni prese a Cagliari. Il capoluogo del Capo di Sopra non ha ancora indicato alla Giunta regionale le priorità e le possibili soluzioni. In Consiglio regionale si sta infatti discutendo il disegno di legge sulla riforma sanitaria, per il momento in Commissione e che a breve andrà in aula. «Il problema della sanità non è un tema da campagna elettorale», ha detto al termine del suo intervento Paolo Manca. Un dato condiviso un po’ da tutti. Occorre fare, in parole povere, una valutazione soprattutto di carattere tecnico. «La risposta più facile è quella di allargare i cordoni della borsa», ho evidenziato Campus, che ha sottolineato che il problema rimane un altro: «Nel disegno di legge Sassari non c’è. Perché alla Regione sono arrivati elementi controversi. Le associazioni dei medici e dei pazienti non hanno dato indicazioni. Né la classe politica». Che fare allora a Sassari? La proposta in campo è di accorpare in un’unica azienda il Santissima Annunziata, le Cliniche Universitarie e il presidio ospedaliero di Alghero, lasciando alla Asl i servizi nel territorio. Ma negli atti normativi in via di definizione a Cagliari ancora non c’è nulla. Occorre però mettere qualcosa nero su bianco. E i tempi stringono.
Un’unica azienda sembra essere in ogni caso la soluzione che trova più consensi. Il più convinto sostenitore di questa tesi è proprio il commissario dell’Azienda Mista ospedaliero-universitaria Gianni Cavalieri. Il risparmio sarebbe in effetti consistente, con l'eliminazione di doppioni e centri di spesa inutili. Anche perché i fondi a disposizione sono davvero ridotti. Per l’edilizia della Asl ci sono 102 milioni per Sassari e 50 milioni per Alghero, pochi per costruire nuovi ospedali; per l’aggiornamento tecnologico l’Azienda Mista ha avuto nel novembre 2008 appena 3 milioni di euro, già spesi per acquistare una Tac a 64 strati, un acceleratore, ecografi ed ecodoppler. La reale necessità è di poco più di 9 milioni di euro. Potrebbero invece essere utili le tanto criticate macroaree, che altro non sono, spiega Campus, che consorzi di aziende (sanitarie) per spendere meglio le risorse: «E questo non è Cagliaricentrismo».
Fuori dal coro il rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino: «Nel nome del risparmio non si può concentrare tutto a Cagliari. Occorre costituire due aree vaste, una a sud e l’altra a Sassari. Sarebbe criminale non fare ricorso alle competenze dell’Università turritana».










